Articolo 1757 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Provvigioni nei contratti condizionali o invalidi
Dispositivo
Se il contratto è sottoposto a condizione sospensiva [1353], il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui si verifica la condizione [1360] (1).
Se il contratto è sottoposto a condizione risolutiva, il diritto alla provvigione non viene meno col verificarsi della condizione (2).
La disposizione del comma precedente si applica anche quando il contratto è annullabile [1425] o rescindibile [1447], se il mediatore non conosceva la causa d'invalidità (3).
Note
(1) La regola si applica ogni volta che l'efficacia del contratto sia sospesa, come, ad esempio, in caso di stipula conclusa dalfalsus procuratorche necessita di ratifica (1398 c.c.).
(2) Anche tale comma può essere interpretato in senso estensivo, in modo da includervi ogni ipotesi di cessazione dell'efficacia del contratto per una causa sopravvenuta come quella di revoca (2901 c.c.).
(3) Anche tale comma è oggetto di interpretazione estensiva: sussiste diritto alla provvigione anche per altre ipotesi di inefficacia della stipula contemporanea al sorgere del negozio, come nel caso di vendita di cosa altrui (1479 c.c.). Invece, è escluso che la regola valga in caso di nullità del negozio (1418 c.c.), salvo una sua conversione (1424 c.c.).
Massime giurisprudenziali (9)
1Cass. civ. n. 9435/2025
In caso di contratto preliminare di vendita immobiliare sottoposto a condizione sospensiva, il mancato avveramento della condizione impedisce la conclusione dell'affare e, di conseguenza, il diritto del mediatore alla provvigione. La richiesta di provvigione da parte del mediatore è legittima solo se l'affare viene concluso validamente, rispettando le condizioni sospensive pattuite dalle parti.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 9435 del 10 aprile 2025)
2Cass. civ. n. 9431/2025
Il diritto alla provvigione del mediatore resta escluso, ai sensi dell'art. 1757, comma 3, c.c., in presenza di vizi tali da impedire la definitiva attuazione dell'affare, come in caso di mancato rilascio della garanzia fideiussoria prevista ex art. 2 d.lgs. n. 122 del 2005, ove si tratti di immobile in costruzione non ancora ultimato e tale da non permettere il rilascio del certificato di agibilità, senza che rilevi la mancata eccezione dell'acquirente legittimato a far valere la nullità di protezione, dovendo tale questione essere rilevata d'ufficio. (Cassa con rinvio, CORTE D'APPELLO ROMA, 24/06/2021)(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 9431 del 10 aprile 2025)
3Cass. civ. n. 17919/2023
Nel caso in cui le parti subordinino gli effetti di un contratto preliminare di compravendita immobiliare alla condizione che il promissario acquirente ottenga da un istituto bancario un mutuo per poter pagare in tutto o in parte il prezzo stabilito, la relativa condizione è qualificabile come "mista", dipendendo la concessione del mutuo non solo dalla volontà della banca, ma anche dal comportamento del promissario acquirente nell'approntare la relativa pratica, sicché la mancata concessione del mutuo comporta le conseguenze previste in contratto, senza che rilevi, ai sensi dell'art. 1359 c.c., un eventuale comportamento omissivo del promissario acquirente, sia perché tale disposizione è inapplicabile nel caso in cui la parte tenuta condizionatamente ad una data prestazione abbia anch'essa interesse all'avveramento della condizione, sia perché l'omissione di un'attività in tanto può ritenersi contraria a buona fede e costituire fonte di responsabilità, in quanto l'attività omessa costituisca oggetto di un obbligo giuridico, e la sussistenza di un siffatto obbligo deve escludersi per l'attività di attuazione dell'elemento potestativo in una condizione mista, con conseguente esclusione dell'obbligo di corrispondere la provvigione in favore del mediatore.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 17919 del 22 giugno 2023)
4Cass. civ. n. 25296/2013
Il contratto stipulato, con l'intervento di un mediatore, dall'amministratore di una società per azioni che abbia ecceduto i propri poteri rappresentativi non vincola la società, allorquando sia stata definitivamente accertata l'estraneità dell'atto all'oggetto sociale; pertanto, non avendo beneficiato della mediazione, la società non è tenuta al pagamento della relativa provvigione.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 25296 del 11 novembre 2013)
5Cass. civ. n. 7332/2009
Quando l'affare concluso per il tramite del mediatore sia soggetto ad una "condicio iuris", rappresentata dalla necessità di un'autorizzazione amministrativa, il diritto del mediatore alla provvigione non sorge sino a quando non sia intervenuta quest'ultima, per effetto della previsione di cui all'art. 1757, comma primo, cod. civ. (Principio enunciato in riferimento ad un incarico di mediazione per l'acquisto di concessioni relative alla costruzione ed alla gestione di impianti di produzione di energia elettrica, tradottasi nella stipulazione di un contratto preliminare la cui efficacia, secondo la S.C., doveva ritenersi subordinata alla duplice condizione del rilascio della concessione e dell'assenso della P.A. alla cessione).(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7332 del 26 marzo 2009)
6Cass. civ. n. 7630/2002
In tema di mediazione, anche nelle ipotesi di contratto sottoposto a condizione, o d'invalidità o rescindibilità del contratto, previste dall'ari. 1757 c.c. presupposto del diritto del mediatore alla provvigione è la conclusione del contratto.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7630 del 24 maggio 2002)
7Cass. civ. n. 7067/2002
In materia di mediazione, in ipotesi di contratto preliminare di compravendita annullabile (nel caso, per essere stato stipulato dall'esercente la potestà anche in nome e per conto del figlio minore senza la necessaria autorizzazione del giudice tutelareexart. 320, terzo comma, c.c.) il mediatore non ha diritto, ai sensi dell'ari. 1757 c.c. alla provvigione, non rilevando, in contrario, che il genitore si fosse impegnato a chiedere l'autorizzazione giudiziale, giacché tale circostanza è idonea a rimuovere il detto connotato di invalidità, né che il preliminare in questione sia stato erroneamente ricondotto al diverso schema del contratto sottoposto alla condizione sospensiva del successivo intervento dell'autorizzazione, in quanto al riguardo assume rilievo esclusivamente la circostanza che, in un giudizio promosso per la sua esecuzione, sia stata ad esso viceversa negata efficacia tra le parti.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7067 del 15 maggio 2002)
8Cass. civ. n. 6731/2002
Il diritto del mediatore alla provvigione, che al medesimo spetta anche quando le parti da lui messe in contatto abbiano concluso un contratto preliminare di compravendita, può rimanere escluso, ai sensi dell'art. 1757, terzo comma, c.c., in presenza di vizi tali da impedire la definitiva attuazione dell'affare. (Nel caso, trattandosi di contratto preliminare di compravendita di bene immobile costruito in parziale difformità dal progetto inizialmente approvato, la S.C. ha tuttavia escluso che tale ipotesi ricorra in presenza di vizi sanabili, come accertato dal giudice del merito,exart. 13, legge n. 47 del 1985).(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6731 del 10 maggio 2002)
9Cass. civ. n. 1160/1973
A norma dell'ultimo capoverso dell'art. 1757 c.c. la provvigione spetta al mediatore anche in caso di contratto annullabile per una qualsiasi ragione, ma in tal caso condizione imprescindibile del diritto del mediatore è che egli non sia a conoscenza della causa di invalidità e di annullabilità del negozio.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1160 del 27 aprile 1973)