Articolo 2369 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Seconda convocazione e convocazioni successive
Dispositivo
Se all'assemblea non è complessivamente rappresentata la parte di capitale richiesta dall'articolo precedente, l'assemblea deve essere nuovamente convocata. Salvo che lo statuto disponga diversamente, le assemblee delle società, diverse dalle società cooperative, che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, si tengono in unica convocazione alla quale si applicano, per l'assemblea ordinaria, le maggioranze indicate dal terzo e quarto comma, nonché dall'articolo [2368], primo comma, secondo periodo, e per l'assemblea straordinaria, le maggioranze previste dal settimo comma del presente articolo. Restano salve le disposizioni di legge o dello statuto che richiedono maggioranze più elevate per l'approvazione di talune deliberazioni (1).
Nell'avviso di convocazione dell'assemblea può essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Questa non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima. Se il giorno per la seconda convocazione non è indicato nell'avviso, l'assemblea deve essere riconvocata entro trenta giorni dalla data della prima, e il termine stabilito dal secondo comma dell'articolo [2366] è ridotto ad otto giorni.
In seconda convocazione l'assemblea ordinaria delibera sugli oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima, qualunque sia la parte di capitale rappresentata, e l'assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.
Lo statuto può richiedere maggioranze più elevate (2), tranne che per l'approvazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali.
Nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio è necessario, anche in seconda convocazione, il voto favorevole di più di un terzo del capitale sociale per le deliberazioni concernenti il cambiamento dell'oggetto sociale, la trasformazione della società, lo scioglimento anticipato, la proroga della società, la revoca dello stato di liquidazione e l'emissione delle azioni di cui al secondo comma dell'articolo [2351] (3) (5).
Lo statuto può prevedere eventuali ulteriori convocazioni dell'assemblea, alle quali si applicano le disposizioni del terzo, quarto e quinto comma.
Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l'assemblea straordinaria è costituita, nelle convocazioni successive alla seconda, quando è rappresentato almeno un quinto del capitale sociale, salvo che lo statuto richieda una quota di capitale più elevata, e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea (4).
Note
(1) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91. Tale modifica si applica, ai sensi dell'art. 5 dello stesso d.lgs., alle assemblee il cui avviso di convocazione sia pubblicato dopo il 1° gennaio 2013.
(2) La trasformazione di una società di capitali in una società di persone richiede, infatti, una delibera assembleare con maggioranza qualificata.
(3) Ilquorumdeliberativo è stato abbassato a più di un terzo del capitale sociale; tale disposizione, inoltre, non trova applicazione per le società che fanno ricorso al capitale di rischio.
(4) Ogni tipo di Spa ha la possibilità di prevedere un'assemblea di terza convocazione. In questo caso, per le società che fanno ricorso al capitale di rischio ilquorumcostitutivo è abbassato ad almeno un quinto del capitale sociale; per le altre Spa si applicano iquorumdi seconda convocazione.
(5) Il comma 5 è stato modificato dall'art. 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 88.
Massime giurisprudenziali (3)
1Cass. civ. n. 5173/1999
La trasformazione di una società di capitali in società di persone può essere deliberata dall'assemblea con la maggioranza qualificata di cui all'art. 2369, quarto comma, c.c. (che, con riferimento alle società per azioni, richiede, in via generale, anche in seconda convocazione, per le deliberazioni concernenti, tra l'altro, la trasformazione della società, il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più della metà del capitale sociale), salva la facoltà del socio dissenziente di recedere dalla società. L'esercizio di tale diritto è assoggettato ad un breve termine di decadenza, che l'art. 2437, secondo comma, c.c. fissa in tre giorni dalla chiusura dell'adunanza ove il socio dissenziente abbia partecipato alla stessa, e di quindici giorni dalla iscrizione della delibera nel registro delle imprese in caso contrario. In tale seconda ipotesi, peraltro, la eventuale comunicazione della delibera di trasformazione al socio non intervenuto, determinando la piena conoscenza dell'atto di cui si tratta, fa decorrere il termine per l'esercizio del diritto di recesso, indipendentemente dalla data della iscrizione nel registro delle imprese.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5173 del 27 maggio 1999)
2Cass. civ. n. 12008/1998
La deliberazione assembleare societaria assunta, in seconda convocazione, non preceduta dalla verbalizzazione del mancato raggiungimento delle maggioranze richieste per la sua costituzione in prima convocazione, non può essere considerata «inesistente», ed infatti essa possiede tutti gli elementi per essere riconducibile al modello legale delle deliberazioni assembleari e per essere imputata alla società nel cui ambito viene assunta, e pone solo problemi di validità legati all'accertamento della maggioranza necessaria per assumere la deliberazione.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12008 del 26 novembre 1998)
3Cass. civ. n. 5595/1988
L'art. 2369 terzo comma c.c., ove stabilisce che l'assemblea ordinaria di una società per azioni, in seconda convocazione, delibera sugli oggetto che avrebbero dovuto essere trattati nella prima (nella specie, nomina degli amministratori), qualunque sia la parte di capitale rappresentata dai soci intervenuti, è inderogabile, e comporta quindi la nullità della disposizione statutaria che richieda un minimo di partecipazione per la costituzione dell'assemblea e la validità delle sue deliberazioni, tenuto conto che la derogabilità contemplata dall'ultima parte di detto comma si riferisce esclusivamente al diverso caso del quorum dell'assemblea straordinaria e non è estensibile all'assemblea ordinaria, il cui funzionamento assume carattere essenziale per la vita della società.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5595 del 14 ottobre 1988)