Articolo 462 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Capacità delle persone fisiche
Dispositivo
Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati (1) o concepiti (2) al tempo dell'apertura della successione [1] c.c.].
Salvo prova contraria, si presume concepito al tempo dell'apertura della successione chi è nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta.
Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepiti [784] c.c.] (3).
Note
(1) La capacità di succedere indica l'attitudine del soggetto ad essere destinatario di disposizionimortis causa,subentrando nella titolarità dei rapporti patrimoniali che facevano capo alde cuius.Sono capaci di succedere, in primo luogo, coloro che hanno lacapacità giuridica, ossia i nati.
(2) Sono, poi, capaci di succedere anche coloro che, al momento dell'apertura della successione, erano soltanto concepiti. Si presumono tali coloro la cui nascita interviene entro trecento giorni dalla morte del soggetto della cui successione si tratta. Tale previsione ha natura eccezionale, in quanto riconosce la capacità di succedere a chi è ancora privo della capacità giuridica.
(3) Possono, infine, essere chiamati a succedere anche coloro che non erano ancora stati concepiti al momento della morte delde cuiusqualora ricorrano due condizioni: si tratti di una successione che avviene per vocazione testamentaria e il non concepito sia figlio di una persona vivente al momento dell'apertura della successione.
Massime giurisprudenziali (1)
1Cass. civ. n. 28221/2023
In tema di successione mortis causa, è inefficace la disposizione testamentaria a favore di successibili non identificabili, in quanto essa consentirebbe al testatore di porre, incondizionatamente e senza limitazioni di tempo, un vincolo alla destinazione e alla circolazione dei beni, in contrasto con le esigenze di ordine pubblico. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la devoluzione allo Stato dell'eredità, dal momento che il ricorrente era figlio di un parente della disponente non ancora in vita al momento dell'apertura della successione).(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 28221 del 9 ottobre 2023)