Articolo 40 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Rapporto di causalità

Dispositivo

Note

(1) La nozione di evento è diversamente interpretata dalla dottrina, che si divide in concezione naturalistica e concezione giuridica. Secondo la prima tesi, non tutti i reati per il loro perfezionamento prevedono l'esistenza dell'evento (naturale) come conseguenza della condotta in quanto sussisterebbero reati di pura condotta. Si pensi all'omissione di referto (art. 365 del c.p.), in cui nessun evento naturalistico deve sopravvenire per la consumazione del reato. Secondo una diversa impostazione teorica (concezione giuridica), invece, l'evento avrebbe natura giuridica in quanto sarebbe da intendersi come la lesione o la messa in pericolo del bene protetto dalla norma penale con la conseguenza che esso è indefettibile in tutti i reati, sia nei reati d'evento sia in quelli di pura condotta. La differenza, quindi, con la condotta si coglie soltanto sotto il profilo logico, ma non sotto quello temporale.

(2) Con riferimento all'evento, possono distinguersi, secondo la dottrina, i reati di danno e i reati di pericolo. I primi consistono in una lesione immediata dell'interesse protetto dalla norma penale(es.: la malattia nel corpo, nel delitto di lesioni). I secondi, invece, si concretizzano in una mera messa in pericolo del bene giuridico (es.:art. 424 del c.p.comma 1, danneggiamento con pericolo di incendio). Tal pericolo può essere concreto e quindi, essendo il pericolo, in tali casi, elemento costitutivo della fattispecie criminosa, il giudice deve di volta in volta accertarne la sussistenza. Ne sono esempi i reati strage (art. 422 del c.p.o d'incendio di cosa propria (art. 423 del c.p.).In altri casi, invece, il pericolo è presunto in base ad una regola di esperienza, quindi la condotta è considerata pericolosa in sé, ma non è necessario dimostrare la concreta messa in pericolo del bene protetto dalla norma. Essendo una presunzioneiuris et de iure, non è ammessa prova contraria dell'assenza del verificarsi del pericolo. Si ricordano come esempi: l'associazione per delinquere (art. 416 del c.p.) e l'avvelenamento di acque e sostanze alimentari (art. 439 del c.p.).

(3) Ha quindi rilevanza penale la condotta che viola un comando o un divieto imposto dalla legge, sostanziandosi in un'azioneod omissione. La prima si configura in ogni comportamento attivo ed operoso che si evidenzia in un movimento fisico, anche limitato ad una sola mossa, parola, gesto o cenno. Mentre l'omissioneè un comportamento passivo, inattivo che si evidenzia nella mancanza di azione o reazione. Si parlerà di reato commissivo nel primo caso, di reato omissivo nel secondo. Tale condotta è legata all'evento per il tramite del nesso di causalità, la quale è stata oggetto di diverse elaborazioni dottrinali. La più nota è la cdteoria della “conditio sine qua non” (o della equivalenza delle cause), secondo cui è causa dell'evento ogni singola condizione senza il quale l'evento non si sarebbe verificato. Per la sussistenza del rapporto di causalità è quindi sufficiente che l'agente abbia realizzato una condizione qualsiasi dell'evento. Proprio l'eccessiva estensione del concetto di causa è il punto debole, fortemente criticato dal resto della dottrina, in quanto tale concezione può portare a conseguenze assurde (es.: il feritore di una persona, successivamente deceduta per un incidente fortuito avvenuto durante il tragitto in ospedale, dovrebbe rispondere di omicidio consumato e non soltanto di lesioni, perché senza il ferimento la vittima non sarebbe salita sull'ambulanza e non sarebbe stata coinvolta nell'incidente stradale mortale). Per mitigare tale rigore è stata elaborata lateoria della causalità adeguatain base alla quale si ritiene necessario che l'agente abbia determinato l'evento con un'azione adeguata ovvero idonea a determinare l'effetto in base a criteri di normalità valutati sulla base della comune esperienza (cioè sulla base dell'id quod plerumque accidit). Non si ritengono causati dall'uomo gli effetti che, al momento dell'azione, si presentavano improbabili, cioè gli effetti straordinari o atipici dell'azione medesima. Tale approccio è stato a sua volta è stata sottoposto a critica perché limita eccessivamente il campo della responsabilità penale, escludendo la riconducibilità alla condotta dell'uomo degli eventi improbabili, anche se non eccezionali. A correzione di tale impostazione, è stata pensata lateoria della causalità umana,la quale ritiene che possano considerarsi causati dall'uomo soltanto gli eventi che l'uomo può dominare in virtù dei suoi poteri volitivi e conoscitivi e pertanto restano esclusi da tale ambito gli eventi eccezionali, ovvero quelli che avevano minime probabilità di verificarsi. A conclusione, si ricordi la cdteoria della causalità scientifica, che individua il criterio di identificazione del nesso causale nella sussunzione sotto leggi scientifiche. Il nesso di causa, quindi, va indagato secondo un'analisi contro fattuale in grado di condurre ad un'alta probabilità logica ed una credibilità razionale e scientifica del fatto.

(4) I reati omissivi si suddividono in due categorie: propri ed impropri. Si hareato omissivo proprioquando il colpevole omette di compiere l'azione prescritta dalla norma di comando, e viene punito senza che alla sua condotta consegua un evento naturalistico. Per esemplificare, si pensi al delitto di omissione di referto (art. 365 del c.p.). Invece, se dalla mancata realizzazione di un'azione che poteva essere legittimamente pretesa dalla soggetto-garante deriva un evento penalmente rilevante, si parla direato omissivo improprio, anche detto reato commissivo mediante omissione. Tale condotta acquisisce rilevanza causale solo in riferimento a quei soggetti che rivestono una posizione di garanzia, ovvero hanno l'obbligo di evitare il verificarsi del fatto giuridico, in virtù della particolare relazione che li lega al bene giuridico. Quindi solo qualora l'agente abbia un obbligo giuridico di impedire l'evento, si ha una corrispondenza tra il non impedire e il cagionare l'evento (si pensi alla madre che non somministra il cibo al suo neonato, cagionandone il decesso. La donna risponderà di omicidio, dal momento che aveva l'obbligo giuridico di evitare l'evento, in virtù del dovere di assistenza connesso alla qualità di madre).Tali obblighi giuridici possono trovare la loro fonte in leggi, regolamenti, ordini d'autorità o da un contratto, che fanno sorgere in capo ai soggetti delle posizioni di garanzia, le quali si possono suddividere in tre categorie. La posizione di protezione può derivare da rapporti di famiglia (si pensi ai genitori verso i figli) e di comunanza di vita ovvero da una volontaria assunzione di tale obbligazione. La posizione di sicurezza, invece, fa capo a coloro che svolgono un'attività di cui il cittadino si serve facendo affidamento sulla specifica professionalità (ad es. rapporto medico-paziente). La posizione di controllo, infine, obbliga a neutralizzare determinate fonti di pericolo, in modo d garantire l'integrità dei beni giuridici minacciati. Tale obbligo può derivare da un potere di disposizione ed organizzazione (es.: l'imprenditore per quanto riguarda gli eventi lesivi dei suoi dipendenti); da un rapporto di istruzione e cura (es.: gli insegnanti per gli studenti loro affidati o i medici per i pazienti in cura); da un'assunzione volontaria dell'obbligo (come ad esempio un amministratore di condominio per ciò che riguarda gli eventi lesivi prodotti dall'immobile da lui amministrato).

Massime giurisprudenziali (280)

1Cass. pen. n. 40243/2025

2Cass. pen. n. 29393/2025

3Cass. pen. n. 25730/2025

4Cass. pen. n. 24718/2025

5Cass. pen. n. 23320/2025

6Cass. pen. n. 23840/2025

7Cass. pen. n. 26139/2025

8Cass. pen. n. 23175/2025

9Cass. pen. n. 21267/2025

10Cass. pen. n. 18169/2025

11Cass. pen. n. 27515/2025

12Cass. pen. n. 17805/2025

13Cass. pen. n. 22334/2025

14Cass. pen. n. 15486/2025

15Cass. pen. n. 15220/2025

16Cass. pen. n. 13349/2025

17Cass. pen. n. 20369/2025

18Cass. pen. n. 11168/2024

19Cass. pen. n. 7264/2024

20Cass. pen. n. 45404/2024

21Cass. pen. n. 9906/2024

22Cass. pen. n. 46577/2024

23Cass. pen. n. 2030/2024

24Cass. pen. n. 818/2024

25Cass. pen. n. 46567/2024

26Cass. pen. n. 4173/2024

27Cass. pen. n. 38896/2024

28Cass. pen. n. 4298/2024

29Cass. pen. n. 45399/2024

30Cass. pen. n. 41898/2024

31Cass. pen. n. 42614/2024

32Cass. pen. n. 36949/2024

33Cass. pen. n. 26553/2024

34Cass. pen. n. 36209/2024

35Cass. pen. n. 27826/2024

36Cass. pen. n. 22587/2024

37Cass. pen. n. 18832/2024

38Cass. pen. n. 17324/2024

39Cass. pen. n. 23661/2024

40Cass. pen. n. 17679/2024

41Cass. pen. n. 17106/2024

42Cass. pen. n. 24365/2024

43Cass. pen. n. 10656/2024

44Cass. pen. n. 8617/2024

45Cass. pen. n. 4338/2024

46Cass. pen. n. 51602/2023

47Cass. pen. n. 2514/2023

48Cass. pen. n. 1425/2023

49Cass. pen. n. 785/2023

50Cass. pen. n. 42453/2023

51Cass. pen. n. 51452/2023

52Cass. pen. n. 44349/2023

53Cass. pen. n. 28257/2023

54Cass. pen. n. 35895/2023

55Cass. pen. n. 19367/2023

56Cass. pen. n. 31815/2023

57Cass. pen. n. 18281/2023

58Cass. pen. n. 12555/2023

59Cass. pen. n. 9463/2023

60Cass. pen. n. 10394/2023

61Cass. pen. n. 13784/2023

62Cass. pen. n. 20664/2022

63Cass. pen. n. 7012/2022

64Cass. pen. n. 10089/2022

65Cass. pen. n. 21449/2022

66Cass. pen. n. 20050/2022

67Cass. pen. n. 9705/2021

68Cass. pen. n. 416/2021

69Cass. pen. n. 45589/2021

70Cass. pen. n. 79/2021

71Cass. pen. n. 42110/2021

72Cass. pen. n. 28182/2021

73Cass. pen. n. 24895/2021

74Cass. pen. n. 30229/2021

75Cass. pen. n. 32860/2021

76Cass. pen. n. 14634/2021

77Cass. pen. n. 33976/2021

78Cass. pen. n. 20867/2021

79Cass. pen. n. 10152/2021

80Cass. pen. n. 16843/2021

81Cass. pen. n. 6513/2021

82Cass. pen. n. 5800/2021

83Cass. pen. n. 5794/2021

84Cass. pen. n. 20092/2021

85Cass. pen. n. 19558/2021

86Cass. pen. n. 12144/2021

87Cass. pen. n. 4075/2021

88Cass. pen. n. 32899/2021

89Cass. pen. n. 8632/2020

90Cass. pen. n. 36778/2020

91Cass. pen. n. 36870/2020

92Cass. pen. n. 2293/2020

93Cass. pen. n. 33230/2020

94Cass. pen. n. 13382/2020

95Cass. pen. n. 4633/2020

96Cass. pen. n. 36496/2020

97Cass. pen. n. 39256/2019

98Cass. pen. n. 38624/2019

99Cass. pen. n. 38060/2019

100Cass. pen. n. 32507/2019

101Cass. pen. n. 27186/2019

102Cass. pen. n. 24372/2019

103Cass. pen. n. 22214/2019

104Cass. pen. n. 47794/2018

105Cass. pen. n. 32216/2018

106Cass. pen. n. 29829/2018

107Cass. pen. n. 27404/2018

108Cass. pen. n. 16715/2018

109Cass. pen. n. 15178/2018

110Cass. pen. n. 14550/2018

111Cass. pen. n. 10763/2018

112Cass. pen. n. 28704/2017

113Cass. pen. n. 19029/2017

114Cass. pen. n. 15124/2017

115Cass. pen. n. 3312/2017

116Cass. pen. n. 53315/2016

117Cass. pen. n. 43861/2016

118Cass. pen. n. 33609/2016

119Cass. pen. n. 28301/2016

120Cass. pen. n. 23171/2016

121Cass. pen. n. 22147/2016

122Cass. pen. n. 12478/2016

123Cass. pen. n. 33329/2015

124Cass. pen. n. 24462/2015

125Cass. pen. n. 22835/2015

126Cass. pen. n. 20063/2015

127Cass. pen. n. 38343/2014

128Cass. pen. n. 27964/2014

129Cass. pen. n. 18933/2014

130Cass. pen. n. 14432/2014

131Cass. pen. n. 1508/2014

132Cass. pen. n. 692/2014

133Cass. pen. n. 50606/2013

134Cass. pen. n. 47110/2013

135Cass. pen. n. 46710/2013

136Cass. pen. n. 44202/2013

137Cass. pen. n. 43168/2013

138Cass. pen. n. 36406/2013

139Cass. pen. n. 35827/2013

140Cass. pen. n. 30206/2013

141Cass. pen. n. 27591/2013

142Cass. pen. n. 26239/2013

143Cass. pen. n. 24764/2013

144Cass. pen. n. 18573/2013

145Cass. pen. n. 11453/2013

146Cass. pen. n. 10615/2013

147Cass. pen. n. 9170/2013

148Cass. pen. n. 41980/2012

149Cass. pen. n. 37992/2012

150Cass. pen. n. 34147/2012

151Cass. pen. n. 18814/2012

152Cass. pen. n. 18678/2012

153Cass. pen. n. 16890/2012

154Cass. pen. n. 34729/2011

155Cass. pen. n. 28782/2011

156Cass. pen. n. 25654/2011

157Cass. pen. n. 24544/2011

158Cass. pen. n. 21028/2011

159Cass. pen. n. 38991/2010

160Cass. pen. n. 28701/2010

161Cass. pen. n. 17574/2010

162Cass. pen. n. 1841/2010

163Cass. pen. n. 43966/2009

164Cass. pen. n. 36595/2009

165Cass. pen. n. 26033/2009

166Cass. pen. n. 26020/2009

167Cass. pen. n. 18998/2009

168Cass. pen. n. 17634/2009

169Cass. pen. n. 10819/2009

170Cass. pen. n. 48292/2008

171Cass. pen. n. 45705/2008

172Cass. pen. n. 23507/2008

173Cass. pen. n. 19512/2008

174Cass. pen. n. 7203/2008

175Cass. pen. n. 4730/2008

176Cass. pen. n. 840/2008

177Cass. pen. n. 32822/2007

178Cass. pen. n. 29206/2007

179Cass. pen. n. 25527/2007

180Cass. pen. n. 24898/2007

181Cass. pen. n. 23838/2007

182Cass. pen. n. 19716/2007

183Cass. pen. n. 4675/2007

184Cass. pen. n. 32273/2006

185Cass. pen. n. 24201/2006

186Cass. pen. n. 16998/2006

187Cass. pen. n. 14180/2006

188Cass. pen. n. 4462/2006

189Cass. pen. n. 3380/2006

190Cass. pen. n. 853/2006

191Cass. pen. n. 27396/2005

192Cass. pen. n. 25233/2005

193Cass. pen. n. 23729/2005

194Cass. pen. n. 19777/2005

195Cass. pen. n. 17394/2005

196Cass. pen. n. 16695/2005

197Cass. pen. n. 11969/2005

198Cass. pen. n. 9386/2005

199Cass. pen. n. 3446/2005

200Cass. pen. n. 46586/2004

201Cass. pen. n. 46515/2004

202Cass. pen. n. 36728/2004

203Cass. pen. n. 35118/2004

204Cass. pen. n. 32970/2004

205Cass. pen. n. 32943/2004

206Cass. pen. n. 25310/2004

207Cass. pen. n. 24055/2004

208Cass. pen. n. 24051/2004

209Cass. pen. n. 24030/2004

210Cass. pen. n. 24010/2004

211Cass. pen. n. 19566/2004

212Cass. pen. n. 18641/2004

213Cass. pen. n. 18638/2004

214Cass. pen. n. 10430/2004

215Cass. pen. n. 7214/2004

216Cass. pen. n. 4981/2004

217Cass. pen. n. 1484/2004

218Cass. pen. n. 41985/2003

219Cass. pen. n. 37432/2003

220Cass. pen. n. 27975/2003

221Cass. pen. n. 22341/2003

222Cass. pen. n. 17379/2003

223Cass. pen. n. 15165/2003

224Cass. pen. n. 7026/2003

225Cass. pen. n. 3077/2003

226Cass. pen. n. 988/2003

227Cass. pen. n. 30328/2002

228Cass. pen. n. 29896/2002

229Cass. pen. n. 22568/2002

230Cass. pen. n. 16001/2002

231Cass. pen. n. 5716/2002

232Cass. pen. n. 4699/2002

233Cass. pen. n. 1585/2002

234Cass. pen. n. 44206/2001

235Cass. pen. n. 36519/2001

236Cass. pen. n. 14006/2001

237Cass. pen. n. 9780/2001

238Cass. pen. n. 5816/2001

239Cass. pen. n. 5037/2001

240Cass. pen. n. 191/2001

241Cass. pen. n. 12826/2000

242Cass. pen. n. 12781/2000

243Cass. pen. n. 3408/2000

244Cass. pen. n. 11999/2000

245Cass. pen. n. 10780/2000

246Cass. pen. n. 9638/2000

247Cass. pen. n. 7483/2000

248Cass. pen. n. 14745/1999

249Cass. pen. n. 12115/1999

250Cass. pen. n. 8006/1999

251Cass. pen. n. 7151/1999

252Cass. pen. n. 2774/1999

253Cass. pen. n. 2440/1999

254Cass. pen. n. 6152/1998

255Cass. pen. n. 5889/1998

256Cass. pen. n. 3131/1998

257Cass. pen. n. 478/1998

258Cass. pen. n. 6208/1997

259Cass. pen. n. 4892/1997

260Cass. pen. n. 4800/1997

261Cass. pen. n. 9121/1996

262Cass. pen. n. 16/1996

263Cass. pen. n. 580/1996

264Cass. pen. n. 3493/1996

265Cass. pen. n. 300/1996

266Cass. pen. n. 10556/1995

267Cass. pen. n. 2650/1995

268Cass. pen. n. 10813/1994

269Cass. pen. n. 11356/1993

270Cass. pen. n. 8419/1993

271Cass. pen. n. 7650/1993

272Cass. pen. n. 6683/1993

273Cass. pen. n. 3908/1993

274Cass. pen. n. 1594/1993

275Cass. pen. n. 9901/1992

276Cass. pen. n. 5919/1992

277Cass. pen. n. 2685/1992

278Cass. pen. n. 5249/1991

279Cass. pen. n. 8148/1990

280Cass. pen. n. 82/1990