Articolo 82 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Offesa di persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta

Dispositivo

Note

(1) La norma disciplina il cdaberratio ictus, ovvero le ipotesi in cui l'agente offende, per errore nei mezzi di esecuzione o per errore dovuto ad altra causa, persona diversa da quella voluta. La punibilità è qui espressa a titolo di dolo, che deve essere accertato con riferimento alla persona nei cui confronti l'offesa era diretta e non a quella cui la stessa è stata cagionata.Sussistono due tipologie di questa forma di reato aberrante: monolesiva e bi-plurilesiva. Tale comma si occupa della prima tipologia, in cui, quindi, l'agente risponde di un unico reato, per la violazione più grave in cui viene assorbito il reato meno grave. Si pensi al caso in cui un soggetto spara a uno ma colpisce, uccidendolo, un terzo, che si trova vicino alla vittima designata, risponderà di omicidio in danno di questi nella cui previsione rimane assorbito il tentato omicidio.

(2) Ovviamente l'ordinamento reputa irrilevante quale soggetto l'agente volesse offendere, considerando allo stesso modo i titolari specifici del bene giuridico di volta in volta tutelato (es.: la vita umana nel delitto di omicidio).

(3) Il rimando all'art. 60, il quale disciplina il regime dellecircostanzein caso di errore sulla persona dell'offeso, si spiega in quanto il reato aberrante si basa su un errore, che, nello specifico, incide sulla mera esecuzione del fatto costituente reato. Quindi, se ne ricorrono i presupposti, l'agente ha in questi casi titolo per vedersi addebitate le circostanze del caso.

(4) Tale comma tratta, invece, la c.d.aberratio ictus bi- o plurilesiva, la quale si caratterizza in quanto l'agente offende, oltre alla vittima designata, anche a una o più persone. In merito però si devono distinguere tre ipotesi differenti: 1) l'offesa viene arrecata alla vittima designata ed a persona diversa; 2) l'offesa viene arrecata alla vittima designata ed a due o più persone diverse; 3) l'offesa viene arrecata a due o più persone diverse senza la vittima designata.Solo la prima ipotesi rientra appieno nella previsione del comma in esame, le altre due sono indirettamente a questo ricondotte dalla dottrina. , anche se si registrano orientamenti contrastanti. Nello specifico, per quanto attiene al secondo punto, alcuni autori ritengono che l'agente deve rispondere a titolo diaberratioper l'offesa alla vittima designata e quella meno grave arrecata alle ulteriori vittime,a titolo di colpa per gli altri reati secondo le regole del concorso di reati. Relativamente all'ultima ipotesi, alcuni ritengono che uno degli eventi, nello specifico il meno grave, andrebbe attribuito a titolo di dolo, secondo i principi dell'aberratio,mentre l'ulteriore potrebbe essere addebitato a titolo di colpa secondo le regole del concorso di reati.

(5) Per quanto riguarda il profilo della punibilità, il soggetto qui risponde a titolo didolodell'evento voluto nei confronti della vittima designata e a titolo diresponsabilità oggettiva(art. 433) dell'evento ulteriore non voluto nei confronti delle persone offese per errore.La dottrina si è poi dibattuta anche in merito alla natura giuridica di tale fattispecie di reato aberrante. Secondo alcuni si tratterebbe di un reato unico, in quanto proprio l'ulteriore evento attribuito a titolo di responsabilità oggettiva non potrebbe integrare un altro autonomo reato e di conseguenza non vi sarebbe alcuna scindibilità dei fatti riuniti. Secondo altri si configurerebbe, invece, una pluralità di reati, integranti un'ipotesi di concorso formale di reati con applicazione di una disciplina sanzionatoria unitaria. Di conseguenza l'autonomia dei singoli reati rivivrebbe nel momento in cui, ad esempio, solo per uno di essi sia applicabile l'amnistia o l'indulto.

Massime giurisprudenziali (31)

1Cass. pen. n. 24178/2024

2Cass. pen. n. 24492/2023

3Cass. pen. n. 10975/2023

4Cass. pen. n. 37272/2021

5Cass. pen. n. 4119/2019

6Cass. pen. n. 30454/2011

7Cass. pen. n. 18378/2008

8Cass. pen. n. 15990/2006

9Cass. pen. n. 38303/2005

10Cass. pen. n. 43234/2001

11Cass. pen. n. 40513/2001

12Cass. pen. n. 35386/2001

13Cass. pen. n. 2146/2000

14Cass. pen. n. 7469/1994

15Cass. pen. n. 12556/1991

16Cass. pen. n. 12330/1990

17Cass. pen. n. 17098/1989

18Cass. pen. n. 8505/1988

19Cass. pen. n. 7736/1988

20Cass. pen. n. 5255/1988

21Cass. pen. n. 4754/1985

22Cass. pen. n. 4210/1985

23Cass. pen. n. 2637/1985

24Cass. pen. n. 2612/1985

25Cass. pen. n. 6869/1984

26Cass. pen. n. 5107/1984

27Cass. pen. n. 8790/1983

28Cass. pen. n. 9983/1982

29Cass. pen. n. 11169/1981

30Cass. pen. n. 470/1981

31Cass. pen. n. 10160/1979