Articolo 1425 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Incapacità delle parti

Dispositivo

Il contratto è annullabile se una delle parti era legalmente incapace di contrarre (1).

È parimenti annullabile, quando ricorrono le condizioni stabilite dall'articolo [428], il contratto stipulato da persona incapace di intendere o di volere (2).

Note

(1) Il codice prevede varie ipotesi di incapacità legale, e prevede degli istituti a protezione di tali situazioni, quali la minore età (2 c.c.), l'interdizione (414 c.c.), l'inabilitazione (415 c.c.) e l'amministrazione di sostegno (404 c.c.).

(2) E' necessario, cioè, dimostrare sia l'incapacità del contraente sia lamalafededella controparte, che è desumibile dal fatto che all'incapace derivi un pregiudizio (v.428 comma 2 c.c.).

Massime giurisprudenziali (6)

1Cass. civ. n. 16888/2017

L'esonero dalla ripetizione della prestazione ricevuta dalla parte, in ipotesi di annullamento del contratto per sua incapacità, prescinde dalla buona o malafede dell'altro contraente e dipende esclusivamente dalla circostanza oggettiva che detto annullamento sia avvenuto in conseguenza di tale incapacità, presumendo la legge che l’incapace abbia mal disposto del suo patrimonio e dissipato la prestazione conseguita, non traendone profitto; grava, pertanto, sull'altro contraente, che intenda ottenere la restituzione della prestazione corrisposta, l'onere di dimostrare che l'incapace ne ha tratto vantaggio, indipendentemente dal proprio stato soggettivo.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16888 del 7 luglio 2017)

2Cass. civ. n. 19458/2015

Ai fini dell'annullamento di un contratto, perché concluso in stato d'incapacità naturale, il gravissimo pregiudizio a carico dell'incapace costituisce elemento indiziario dell'ulteriore requisito della malafede dell'altro contraente, ma, di per sé, non è idoneo a costituirne la prova. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva respinto la domanda di annullamento di un accordo transattivo, non avendo il lavoratore assolto all'onere di allegazione e prova circa la sussistenza del requisito della malafede dell'altro contraente).(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 19458 del 30 settembre 2015)

3Cass. civ. n. 4677/2009

Ai fini dell'annullamento del contratto per incapacità di intendere e di volere, ai sensi dell'art. 428, secondo comma, cod. civ., non è richiesta, a differenza dell'ipotesi del primo comma, la sussistenza di un grave pregiudizio, che, invece, costituisce indizio rivelatore dell'essenziale requisito della mala fede dell'altro contraente; quest' ultima risulta o dal pregiudizio anche solo potenziale, derivato all'incapace, o dalla natura e qualità del contratto, e consiste nella consapevolezza che l'altro contraente abbia avuto della menomazione della sfera intellettiva o volitiva del contraente. Peraltro, la prova dell'incapacità deve essere rigorosa e precisa ed il suo apprezzamento, riservato al giudice del merito, non è censurabile in sede di legittimità tranne che per vizi logici o errori di diritto.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4677 del 26 febbraio 2009)

4Cass. civ. n. 427/1993

L'incapacità di intendere e di volere determina non la nullità ma l'annullabilità dell'atto, che il convenuto può far valere, al fine di contrastare la pretesa avversaria, con un'eccezione in senso stretto, soggetta alle regole ed ai modi propri di tale difesa.(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 427 del 15 gennaio 1993)

5Cass. civ. n. 6506/1983

La prova della sussistenza della incapacità naturale al momento della conclusione del contratto incombe a chi ne chieda l'annullamento. A tal fine può essere utilizzato qualsiasi mezzo probatorio ed il rigoroso criterio della dimostrazione circa la rispondenza temporale dell'incapacità al compimento dell'atto trova opportuno temperamento nella possibilità di trarre utili elementi di giudizio anche dalle condizioni del soggetto anteriori e posteriori all'atto. Pertanto, specialmente nei casi di anormalità psichiche dipendenti da malattia, l'accertamento di questa, in un determinato periodo, della sua durata e della sua suscettibilità di regresso o di stabilità o di peggioramento, può offrire chiare indicazioni sull'alterazione della sfera intellettiva e volitiva al momento dell'atto.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6506 del 4 novembre 1983)

6Cass. civ. n. 3913/1975

Nell'ipotesi di annullamento del contratto per incapacità di uno dei contraenti non occorre accertare, ai fini della restituzione della prestazione eseguita, che il contraente fosse o no incapace al momento in cui la riceveva, ma è sufficiente che il contratto, in relazione al quale essa è stata effettuata, sia stato annullato per incapacità del contraente. In tal caso, infatti, la legge presume che, come egli ha mal disposto del suo patrimonio, così pure possa aver dissipato la prestazione ricevuta e pertanto il rischio di tale situazione ricade sull'altro contraente che in mala fede abbia contrattato con l'incapace e può vedersi rifiutata la restituzione della sua prestazione ove non provi che da essa l'incapace abbia tratto vantaggio.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3913 del 21 novembre 1975)