Articolo 2903 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Prescrizione dell'azione
Dispositivo
L'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto [2935] (1).
Note
(1) Attraverso una prescrizione breve, si dispone che dopo soli cinque anni dal momento in cui il debitore ha posto in essere l'atto di disposizione, tentando di arrecare un sostanziale pregiudizio al creditore, quest'ultimo non potrà più esperire l'azione revocatoria ai sensi dell'art. 2901, perdendo così la possibilità di ottenere soddisfacimento rispetto a quello specifico bene.
Massime giurisprudenziali (6)
1Cass. civ. n. 4049/2023
La disposizione dell'art. 2903 c.c., laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata, attraverso il coordinamento con la regola contenuta nell'art. 2935 c.c., nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4049 del 9 febbraio 2023)
2Cass. civ. n. 5889/2016
La disposizione dell'art. 2903 c.c., laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata, attraverso il coordinamento con la regola contenuta nell'art. 2935 c.c., nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo. (omissis).(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5889 del 24 marzo 2016)
3Cass. civ. n. 5586/2015
Nel giudizio di revocazione ordinaria di un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, qualora sopravvenga il fallimento di questi, il curatore può subentrare nell'azione in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 legge fall., accettando la causa nello stato in cui si trova, sicché trattandosi di azione che il curatore trova nella massa fallimentare e si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, la prescrizione decorre anche nei confronti della curatela, ai sensi dell'art. 2903 cod. civ., dalla data dell'atto impugnato, mentre il compimento di un atto interruttivo della stessa da parte di uno dei creditori, cui il curatore sia subentrato ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5586 del 20 marzo 2015)
4Cass. civ. n. 12513/2009
Qualora sia stata proposta un'azione revocatoria ordinaria per fare dichiarare inopponibile ad un singolo creditore un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, a seguito del fallimento del debitore, sopravvenuto in pendenza del relativo giudizio, il curatore può subentrare nell'azione, in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 legge fall., accettando la causa nello stato in cui si trova. Di conseguenza, trattandosi di un'azione che il curatore trova nella massa fallimentare e che si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, da un lato la relativa prescrizione, anche nei confronti della curatela, decorre, ai sensi dell'art. 2903 c.c., dalla data dell'atto impugnato, dall'altro l'interruzione della prescrizione, ad opera di uno dei creditori cui il curatore sia subentrato ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12513 del 28 maggio 2009)
5Cass. civ. n. 1210/2007
La disposizione dell'art. 2903 c.c., laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata (attraverso il coordinamento con la disposizione generale in tema di prescrizione, di cui all'art. 2935 c.c.) nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito sul punto in cui rigettava l'eccezione di prescrizione dell'azione revocatoria ordinaria, ritenendo che la prescrizione iniziasse a correre non dalla stipula dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale oggetto di revocatoria, ma dal giorno dell'annotazione dell'atto stesso nei registri dello stato civile).(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1210 del 19 gennaio 2007)
6Cass. civ. n. 4296/1997
Il termine che ha natura prescrizionale (e non già decadenziale) per l'esercizio dell'azione revocatoria fallimentare è quello di cinque anni previsto per la revocatoria ordinaria dall'art. 2903 c.c. (applicabile, quanto alla sola durata, anche alla revocatoria fallimentare, in ragione del rinvio operato dall'art. 66 legge fallimentare), ma non decorre dalla data dell'atto, come prescritto in tema di revocatoria ordinaria (dal medesimo art. 2903 c.c., che ha carattere di specialità in ordine alla decorrenza del termine trovando applicazione alla sola ipotesi in cui l'atto revocabile sia anteriore al sorgere del credito, mentre negli altri casi previsti dall'art. 2901 c.c. tale decorrenza coincide con l'esperibilità dell'azione revocatoria), bensì — stante l'esistenza di differenze strutturali tra le due azioni, che giustificano la disciplina differenziata — opera il principio generale (exart. 2935 c.c.) secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere fatto valere e quindi dal momento della dichiarazione di fallimento.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4296 del 15 maggio 1997)