Articolo 31 Codice di Procedura Civile
(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)
Cause accessorie
Dispositivo
La domanda accessoria può essere proposta al giudice territorialmentecompetente per la domanda principale (1) affinché sia decisa nello stesso processo, osservata, quanto alla competenza per valore, la disposizione dell'articolo [10], secondo comma [18], 40, [274] (2). [*Può tuttavia essere proposta allo stesso giudice anche se eccede la sua competenza per valore, qualora la competenza per la causa principale sia determinata per ragione di materia*] (3) (4).
Note
(1) Non è sempre agevole distinguere l'accessorietà dalla figura della pregiudizialità (34). Secondo l'opinione giurisprudenzale prevalente la caratteristica distintiva della domanda accessoria consiste nella minore importanza rispetto alla causa principale. Il vincolo di accessorietà presuppone poi che tra le domande ci siaidentità di soggettied entrambe si trovino nellostesso grado di giudizio.
(2) Al fine di realizzare la trattazione simultanea di cause connesse, il legislatore consente diderogare alla regole della competenza per territorioin favore del giudice della causa principale, salvo i casi di inderogabilità di cui all'art. 28, sempre che il valore delle cause cumulate non superi il limite massimo della sua competenza per valore.
(3) Se il giudice della causa principale è competente per materia o per territorio nei casi di cui all'art. 28, la causa accessoria può essere proposta davanti a questianche se superai limiti della competenza per valore.
(4) Questo comma è statoabrogatodall'art. 53, d.lgs. 19-2-1998, n. 51, a decorrere dal 2-6-1999. Le ragioni che hanno determinato l'abrogazione del secondo comma dell'art. 31 si riscontrano nelle modifiche apportate dalla legge n. 353/1990 in ordine alla tradizionale individuazione dei criteri di competenza. Invero, la modifica dell'art. 38 del c.p.c.ad opera della legge n. 353/1990, e la sostanziale assimilazione tra i vari criteri di competenza quanto alle modalità ed ai termini per la rilevazione dell'eventuale violazione delle regole di attribuzione ha portato la maggior parte degli autori interessatisi del tema a ritenere ormaisuperatala tradizionale distinzionetra criteri di competenza forti e deboli.
Massime giurisprudenziali (11)
1Cass. civ. n. 28987/2024
In tema di competenza della sezione specializzata in materia di impresa, la connessione qualificata, prevista dall'art. 3 del d.lgs. n. 168 del 2003, non sussiste tra la domanda di accertamento della nullità del contratto di mutuo e del relativo precetto e la domanda di accertamento della nullità della garanzia fideiussoria accessoria, per violazione della normativa antitrust, che, se cumulativamente proposte, vanno separate, poiché solo la seconda rientra nella competenza della sezione specializzata. (La S.C., nell'ambito di un giudizio di opposizione a precetto, ha dichiarato la competenza della sezione ordinaria per le sole domande aventi ad oggetto i motivi di opposizione diversi da quelli di declaratoria della nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust).(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 28987 del 11 novembre 2024)
2Cass. civ. n. 23112/2024
Lo spostamento della competenza a favore della sezione specializzata in materia di impresa non può verificarsi in qualsiasi ipotesi di connessione fra domande, ma solo nelle ipotesi di connessione c.d. qualificata di cui agli artt. 31, 32, 34, 35 e 36 c.p.c., come si verifica nel caso in cui la domanda di accertamento della nullità del contratto di fideiussione o di sue singole clausole, per contrasto con la normativa antitrust (legge n. 287 del 1990), sia proposta unitamente a quelle aventi a oggetto la nullità del contratto di conto corrente da cui deriva il credito della banca e la rideterminazione delle somme effettivamente dovute, stante il vincolo di accessorietà della garanzia - che favorisce il simultanues processus - e l'unitarietà del bene della vita perseguito dagli attori nel giudizio, rappresentato dalla esclusione o rideterminazione del loro debito.(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 23112 del 26 agosto 2024)
3Cass. civ. n. 19556/2024
I criteri di connessione delineati negli artt. 31-36 c.p.c. non incidono sulla competenza del giudice investito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la quale rimane funzionale ed inderogabile. Nemmeno le disposizioni contenute nell'art. 40 c.p.c. consentono deroghe a tale principio.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 19556 del 16 luglio 2024)
4Cass. civ. n. 28292/2023
In tema di domanda di rivendica di un bene mobile (nella specie un dipinto), la competenza territoriale è regolata dai criteri del foro generale delle persone fisiche o giuridiche, che si estende anche alla domanda di risarcimento danni, in quanto domanda strettamente accessoria a quella di rivendica.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 28292 del 9 ottobre 2023)
5Cass. civ. n. 7183/2014
I criteri legali di modificazione della competenza per territorio per ragioni di connessione di cui agli artt. 31 ss. c.p.c. sono derogabili su accordo delle parti ai sensi dell'art. 28 dello stesso codice.(Cassazione civile, Sez. VI-1, ordinanza n. 7183 del 26 marzo 2014)
6Cass. civ. n. 4007/2003
Il vincolo di accessorietà che, ai sensi dell'art. 31 c.p.c., determina la vis attractiva a favore del giudice comeptente per la causa principale ricorre quando tra le domande esista un rapporto di conseguenzialità logico-giuridica tale che la pretesa oggetto della causa accessoria, pur essendo autonoma, trovi il suo titolo e la sua ragione giustificatrice nella pretesa oggetto dell'altra causa. Un vincolo di tal genere è ravvisabile tra la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento e di accertamento dell'insussistenza del credito vantato dalla parte inadempiente e quella di risarcimento del danno (da illecito aquiliano) cagionato dall'illegittima pretesa di pagamento del credito insussistente, essendo chiaro che l'illegittimità della pretesa è strettamente dipendente dall'accertamento dell'insussistenza del credito.(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 4007 del 18 marzo 2003)
7Cass. civ. n. 1371/1996
La vis actrativa esercitata dalla domanda principale di determinazione del canone spettante per materia alla competenza del pretore, sulla domanda accessoria di restituzione delle somme pagate in eccedenza dal conduttore, si giustifica, ai sensi dell'art. 31 c.p.c., finché sia possibile decidere su entrambe le domande nello stesso processo; quando ciò non è possibile perché sulla domanda principale si è già formato il giudicato o anche perché la domanda accessoria nel giudizio promosso con la domanda principale deve ritenersi preclusa ai sensi dell'art. 184 o dell'art. 345 c.p.c., la competenza sulla domanda accessoria non può stabilirsi che in base al suo valore.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1371 del 22 febbraio 1996)
8Cass. civ. n. 6269/1994
L'art. 31 c.p.c., che, con una disposizione derogatrice delle regole generali sulla competenza, consente all'attore di proporre la domanda accessoria solo dinanzi al giudice che è competente sulla domanda principale per ragioni di territorio (cioè, secondo i generali criteri della competenza per territorio), non può essere applicato, per il suo carattere eccezionale che ne impedisce l'interpretazione estensiva, quando il giudice della causa principale sia determinato convenzionalmente per effetto di una clausola negoziale.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6269 del 1 luglio 1994)
9Cass. civ. n. 1858/1991
Nel caso di proposizione di domanda di adempimento di un contratto ed, in via subordinata, di quella di risoluzione dello stesso, la domanda di adempimento assume il ruolo di domanda principale con conseguente applicabilità, ai fini della competenza per territorio, del criterio del forum destinatae solutionis con riguardo agli effetti ex art. 31 c.p.c.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1858 del 21 febbraio 1991)
10Cass. civ. n. 7863/1990
La domanda del venditore per il pagamento del prezzo e quella del compratore per la riduzione del prezzo per vizi della merce e la compensazione del prezzo stesso con il credito per il richiesto risarcimento del danno, pur essendo connesse, non presentano un rapporto di accessorietà — che a norma dell'art. 31 c.p.c. comporta la facoltà della parte di proporre la domanda al giudice della causa principale — stante la diversità del rispettivo petitum, avendo la prima natura condannatoria ed essendo quella di riduzione del prezzo, invece, diretta ad ottenere un accertamento modificativo in ordine al quantum del prezzo dovuto.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7863 del 4 agosto 1990)
11Cass. civ. n. 1121/1971
Qualora siano dedotte in giudizio due obbligazioni che siano in rapporto di subordinazione, la competenza per territorio, in applicazione del principio di cui all'art. 31 c.p.c., va determinata con riferimento a quella dedotta in via principale.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1121 del 19 aprile 1971)