Articolo 682 Codice di Procedura Penale
(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447)
Liberazione condizionale
Dispositivo
1. Il tribunale di sorveglianza decide sulla concessione e sulla revoca della liberazione condizionale [176] c.p.].
2. Se la liberazione non è concessa per difetto del requisito del ravvedimento, la richiesta non può essere riproposta prima che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui è divenuto irrevocabile il provvedimento di rigetto.
Massime giurisprudenziali (3)
1Cass. pen. n. 18022/2007
L'accertamento del «sicuro ravvedimento» del condannato a pena detentiva, necessario per la concessione della liberazione condizionale, non implica opinabili indagini di tipo soggettivistico volte ad apprezzare l'avvenuta modificazione, ideologica o psicologica, della personalità, ma deve muovere dall'osservazione dei concreti comportamenti tenuti durante l'esecuzione della pena, da cui possa desumersi la compiuta revisione critica delle scelte criminali di vita anteatta, e sulla cui base possa formularsi, in termini di certezza o di elevata probabilità, un giudizio prognostico di reinserimento nel tessuto sociale e di non recidivanza. (Mass. redaz.).(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 18022 del 10 maggio 2007)
2Cass. pen. n. 20981/2004
In tema di liberazione condizionale, qualora la pena dell'ergastolo sia inclusa in un provvedimento di cumulo con pene temporanee già in parte scontate, ai fini dell'applicazione dell'istituto non può tenersi conto delle pene espiate prima della commissione del reato per il quale è stato inflitto l'ergastolo.(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 20981 del 4 maggio 2004)
3Cass. pen. n. 1664/1996
La sopravvenienza di nuovi «titoli esecutivi» per reati commessi anteriormente alla concessione della liberazione condizionale non determina il venir meno del concesso beneficio, ma soltanto una sua temporanea inefficacia, conseguente all'instaurazione del diverso rapporto esecutivo connesso ai titoli sopravvenuti e di durata pari a quella della pena detentiva risultante da tali titoli.(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1664 del 24 maggio 1996)