Articolo 2538 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Assemblea
Dispositivo
Nelle assemblee [2521], n. 9] hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci [2370].
Ciascun socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute [1548], [2351], [2525]. L'atto costitutivo determina i limiti al diritto di voto degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori.
Ai soci cooperatori persone giuridiche [2542] l'atto costitutivo può attribuire più voti, ma non oltre cinque, in relazione all'ammontare della quota oppure al numero dei loro membri [2548].
Nelle cooperative in cui i soci realizzano lo scopo mutualistico attraverso l'integrazione delle rispettive imprese o di talune fasi di esse, l'atto costitutivo può prevedere che il diritto di voto sia attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico. Lo statuto stabilisce un limite per il voto plurimo per tali categorie di soci, in modo che nessuno di essi possa esprimere più del decimo dei voti in ciascuna assemblea generale. In ogni caso, ad essi non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all'insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale (1).
Le maggioranze richieste per la costituzione delle assemblee e per la validità delle deliberazioni sono determinate dall'atto costitutivo e sono calcolate secondo il numero dei voti spettanti ai soci.
L'atto costitutivo può prevedere che il voto venga espresso per corrispondenza [2372], ovvero mediante altri mezzi di telecomunicazione. In tal caso l'avviso di convocazione deve contenere per esteso la deliberazione proposta. Se sono poste in votazione proposte diverse da quelle indicate nell'avviso di convocazione, i voti espressi per corrispondenza non si computano ai fini della regolare costituzione dell'assemblea.
Note
(1) Si conferma il voto pro capite: ogni socio ha diritto ad un voto indipendentemente dal valore della sua quota o il numero di azioni possedute. Il voto plurimo invece, riguarda i titolari di strumenti finanziari, per i quali valgono le previsioni statutarie, le persone giuridiche soci e i soci imprenditori, ai quali l'atto costitutivo può attribuire voto plurimo in relazione alla intensità degli scambi mutualistici.
Massime giurisprudenziali (2)
1Cass. civ. n. 2637/2003
Il socio di una cooperativa al quale, in applicazione di una clausola statutaria illegittima, non sia stato consentito di partecipare ad un'assemblea in cui siano state adottate deliberazioni idonee a spiegare un qualche effetto nei riguardi di detto socio, è fornito di adeguato interesse a far valere il suaccennato vizio di costituzione dell'assemblea e la conseguente illegittimità delle deliberazioni ivi adottate.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2637 del 21 febbraio 2003)
2Cass. civ. n. 403/1993
La delibera assembleare, non totalitaria, di una società (nella specie, cooperativa), che venga adottata in luogo diverso da quello indicato nell'avviso di convocazione, di modo che non vi sia certezza che tutti i soci siano stati messi in grado di parteciparvi, è affetta da inesistenza (non nullità od annullabilità), vertendosi in tema di radicale carenza di uno dei requisiti procedimentali indispensabili per la formazione di una volontà imputabile alla società medesima.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 403 del 14 gennaio 1993)
Massime notarili correlate (6)
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