Articolo 229 Codice Penale
(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)
Casi nei quali può essere ordinata la libertà vigilata
Dispositivo
Oltre quanto è prescritto da speciali disposizioni di legge [212], [215], [219], [221], [224], [225], [230], [233], [234], [669], [692], [701], [713], la libertà vigilata può essere ordinata (1):
Note
(1) Nell'esercizio del potere discrezionale il giudice deve motivare la sua scelta, fondata sul giudizio di pericolosità sociale che può desumersi anche da semplici indizi.
(2) Le ipotesi cui fa riferimento tale numero sono ilreato impossibile(v.49) e l'accordo per commettere un delittoe l'istigazione non accolta a commettere un delitto(v.115). Si tratta di casi in cui l'applicazione della misura spetta al giudice competente per il reato contestato e non al giudice di sorveglianza.
Massime giurisprudenziali (5)
1Cass. pen. n. 33591/2015
A seguito dell'abrogazione dell'art. 204 c.p., ricorrendo uno dei casi dell'art. 230 c.p., il giudice è tenuto ad applicare la misura di sicurezza della libertà vigilata, solo una volta accertata la pericolosità sociale. Invece, nelle ipotesi previste dall'art. 229 c.p., pur riconosciuta come esistente la pericolosità sociale del reo, il giudice può decidere di non infliggere la misura, purché tale scelta sia adeguatamente motivata in ragione dello spessore e del grado della pericolosità sociale del reo e della mancanza di necessaria "proporzionalità" della misura al significato dei reati commessi e prevedibili.Fonti:(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 33591 del 24 maggio 2015)
2Cass. pen. n. 25830/2015
In tema di misure di sicurezza personali, costituiscono presupposti per l'applicazione della libertà vigilata, ai sensi dell'art. 229, n. 2. cod. pen., la realizzazione di un cosiddetto "quasi reato", la volontarietà del comportamento e la pericolosità del soggetto, che il giudice deve accertare secondo i parametri di cui all'art. 133 cod.pen., considerando, soprattutto, il reato o i reati nella loro obiettività, specie quando, per gravità e specificità, assumano connotazioni di significativo rilievo.(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 25830 del 5 febbraio 2015)
3Cass. pen. n. 3976/1988
La libertà vigilata facoltativa può essere ordinata dal giudice, ai sensi dell'art. 229 n. 1 c.p., in correlazione al giudizio di pericolosità e indipendentemente da qualsiasi contestazione delle circostanze che possono importare la applicazione delle misure di sicurezza, quando la condanna superi un anno di reclusione. (Nella specie, relativa a rigetto di ricorso, l'imputato aveva dedotto la nullità della sentenza per omessa contestazione della pericolosità sociale).(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3976 del 28 marzo 1988)
4Cass. pen. n. 11089/1987
I presupposti per l'applicazione della misura della libertà vigilata ai sensi dell'art. 229, n. 2, c.p. sono: sussistenza obiettiva di un cosiddetto quasi reato; volontarietà del comportamento; sussistenza della pericolosità, da accertarsi in base ai parametri di cui all'art. 133 c.p.(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11089 del 23 ottobre 1987)
5Cass. pen. n. 2794/1986
Nel caso in cui il procuratore della Repubblica, essendosi iniziata l'azione penale, intenda richiedere l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata ex artt. 115 e 229, n. 2, c.p. è tenuto a rivolgere la domanda al giudice competente a conoscere del reato contenuto e non già al giudice di sorveglianza. (Fattispecie in tema di conflitto di competenza tra il giudice istruttore ed il giudice di sorveglianza).(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2794 del 8 agosto 1986)